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La Riserva Macchia di Gattaceca e
Macchia del Barco si estende tra la valle del fiume Tevere e
i Monti Cornicolani, con andamento prevalentemente
collinare, con vaste aree destinate a pascolo e a uso
agricolo. L’area è tutelata sia per il valore botanico
dei suoi frammenti forestali che per l’intenso carsismo
che si manifesta con grotte, inghiottitoi, “sventatori”,
doline. Fra queste ultime spicca il Pozzo del Merro, dolina
di crollo tra le più profonde del mondo (circa 80 mt dal
piano campagna e ulteriormente esplorato fino ad una
profondità di 310 mt), che si caratterizza per le pareti
ricoperte di fitta vegetazione e per la presenza di un lago
sul fondo. La Riserva, in cui si estendono gli oliveti da
cui si ricava il pregiato olio della Sabina, è sede di
aziende agricole private, aziende e istituti sperimentali di
tutela ministeriale (zootecnia, fitopatologia, zoologia
sperimentale), nonché dell’Università Agraria di Castel
Chiodato. Il paesaggio della riserva è frammentato sia in
relazione alle condizioni naturali che all’azione
dell’uomo. Intenso è il pascolo bovino e ovino. |