BALLATA ERETINA
Lontano da qui c'è una città
che ha ricchezza e civiltà.
Il suo Signore De' Medici Piero
giustamente ne va fiero.
Un solo cruccio lo fa pensar:
il domani cosa sarà...
E un dì Lorenzo, suo figlio, chiamò
e dal trono così gli parlò:
"Lorenzo tu ormai hai dalla vita
preso ogni cosa, permessa o proibita.
E' tempo che tu cominci a provare
il grave peso del governare".
"Dimmi, o padre, ti ascolterò.
Qualsiasi cosa io la farò!
Forse un nemico con cui lottare?
Dammi un esercito! Lo saprò fare!"
Il vecchio serio lo riguardava,
mentre col cuore gli sorrideva.
"Chetati, figlio, frena il furore:
la prima prova è prova d'amore!
Una straniera tu sposerai
E con quel gesto tu porterai
grande vantaggio alla nostra casata
più che vincendo in battaglia un'armata.
Spiana le rughe sulle tua fronte!
Alle domande che vedo già pronte
la tua favella anteporrà
se tu accetti la mia volontà!"
"Sì, io l'accetto, è anche la mia!
Quel che disponi per me così sia"
"Bene, Ora guarda, uno scritto ti do.
Lo leggerai con calma fra un po'.
E' di tua madre. La mia consorte
trovasi in Roma, del Papa alla corte.
Donna Lucrezia si è fatta persuasa
d'una fanciulla da darti in isposa.
La sua casata, di gran nobiltà,
è nelle grazie di Sua Santità.
Il padre è uomo di armi e di mondo:
Jacopo Horsino da Monte Ritondo".
Mite ella appare e d'aspetto soave.
Tu troverai del suo cuore la chiave
e nel futuro la tua discendenza
forte terrà nel suo pugno Fiorenza".
[top] Luigi Cataldi